Il pregiudizio che non uccide.

Strage di italiani a Dakka; di altri  esseri umani dovunque, per qualunque motivo, meglio se pretestuoso.

Non so bene come (o forse sì, lo so…) non riusciamo a schierarci, ad odiare, a diventare come “loro” (ma “loro” chi sono?), e cerchiamo, in questo inferno, ciò che inferno non è e ciò che magari può essere utile discutere a scuola, quando sarà…

Qualche tempo fa, abbiamo segnalato il lavoro di un ragazzo che aveva creato una mappa degli stereotipi europei. Oggi abbiamo trovato un sito che si chiama “Atlas of prejudice”, e si  apre ad una prospettiva mondiale dei luoghi comuni, delle semplificazioni, degli stereotipi. L’autore si chiama Yanko Tsvetkov, e vale la pena di conoscerlo

Tra tutte le operazioni cartografico-culturali che Yanko ci propone, ne segnaliamo una: va bene persino durante la vacanze… cdeccab8-1463-43fe-997a-78d677759c31.jpg

Gloria Calì.

Progettare il mondo da bambini

A Favara, nella provincia poco nota di Agrigento, si trova il Farm Cultural Park, centro culturale di arte contemporanea in cui si muovono artisti locali ed internazionali, e sperimentano, il  più possibile.

In occasione del sesto anniversario di questo centro, in estate, sarà aperto uno spazio per stimolare la creatività dei bambini in merito al loro spazio, al paesaggio, all’isola come la vorrebbero. Si chiama “Sou”, ed è la prima scuola di architettura per bambini; si chiama scuola ma poco ha a che vedere con lo “scolastico”: l’obiettivo è dare spazi, tempi e strumenti alla libertà creativa, all’immaginazione e al desiderio di bellezza. Il nome è lo stesso di Sou Fujimoto, ardimentoso e prolifico architetto contemporaneo giapponese.

Per la realizzazione dell’impresa, è stata lanciata un’iniziativa di crowdfunding, coerente con la filosofia DIY (“do it yourself”) che anima tutta la comunità.

Che ogni movimento di questa operazione originale e ardita non si fermi, gravato dall’incombere dell’opaco “laboratorio per bambini” e scollata dalla reale necessità di costruire cultura del paesaggio: ci piacerebbe che la luce di “Sou” dalla Sicilia possa arrivare lontano, costituendo esempio di efficace sperimentazione educativa.

Gloria Calì

 

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Farm Cultural Park, Favara (AG), Sette Cortili. 

E tu, maestra, cos’hai imparato?

Cari venticinque lettori del Paniere, a conclusione di un anno scolastico in cui abbiamo molto vissuto la scuola, con tormenti ed estasi, e poco pubblicato, vi salutiamo con una riflessione poetica di Daniela Braidotti. Ci rivediamo, e ci rinverdiamo, presto…

E tu, maestra, cos’hai imparato?

Ho imparato che ci sono bambini e bambine valigia, che buttano tutto dentro e non ti fanno vedere quel che c’è. Che a volte sembrano impermeabili. Poi ci sono dei momenti in cui esce qualcosa, un calzino che sembra spaiato. E allora sai che se cerchi bene troverai anche l’altro e che quello si porterà dietro un sacco di cose.

Ho imparato che ci sono bambini e bambine fuochi artificiali, che scoppiano per un nonnulla, belli e da maneggiare con cautela, che ti fanno vedere tutto quel che hanno dentro e ogni volta sorprendono ancora. Ma ho imparato che a volte gli scoppi vengono da lontano, da posti che tu, maestra, non sai.

Ho imparato che ci sono bambini coccodrillo, che urlano e strepitano in continuazione, e aprono la bocca per dire “guarda qui, quanto sono pericoloso e cattivo, devi avere paura di me!” Ma ho imparato che è il solo modo che hanno per tenere a bada la loro, di paura, e che finché non lo capisco bene mi lascerò mangiare e questo non servirà a nessuno.

 Ho imparato che ci sono bambini acqua di fonte, che ti lasciano vedere che la parola che butti fa cerchi all’infinito. Li attraversa come un lampo di luce. Tu vedi il sasso che va a fondo, la foglia che galleggia e loro ti danno la mano per guardarsi dentro.

Rifugiarsi.

Il sito web Viaggi da imparare  è un bel servizio del MIUR (risparmiate i commenti del tipo “incredibile a dirsi”… “una volta tanto”…). Si tratta di uno spazio in cui studenti ed insegnanti della scuola secondaria possono acquisire conoscenze semplici ed essenziali sul percorso e sul sistema di accoglienza dei rifugiati in Italia.

Si trovano, oltre ad informazioni esposte in forma chiara e leggibile, carte interattive, testimonianze, repertori di materiali, contatti utili.

Il progetto è stato portato avanti dal MIUR con l’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati, in conseguenza di un protocollo d’intesa firmato il 19 Maggio scorso, in contemporanea con il lancio del sito. Altro partner importante è il Comitato3Ottobre, un’associazione che promuove la conoscenza e l’azione concreta a favore dei migranti e dei rifugiati.

Che le nostre LIM, le nostre aule informatiche, le nostre classi 2.0 diano ampia e sostanziale diffusione a questa iniziativa, nonostante il fatto che sia arrivata in coda di anno scolastico. Magari, quando staremo in vacanza, per chi ci andrà, potremo gettare un pensiero in avanti, e oltre.
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(Bambini siriani rifugiati si tengono per mano formando un cerchio. Il gioco a cui stanno partecipando coinvolge diverse classi nel campo di Adiyaman, in Turchia. ©UNHCR/B. Sokol)

 

De merito… demerito…

Ogni anno, dal 1981, il giornale francese Le Monde pubblica la classifica degli istituti di istruzione secondaria del paese; siamo in fase di valutazione pure noi, perciò vediamo un po’…

La prima cosa che secondo me va detta è che, certo, è importante che i giornali parlino di scuola, e che la classifica sia pubblica, ma, se proprio dev’essere, magari la incorniciamo nel sito del Ministero, dal momento che i criteri sono ministeriali, anche se sono quattro; no, non è un modo di dire: sono proprio quattro.

Sui criteri stessi si legge De Mauro, che si concentra ad evidenziare il pallido positivo, consistente nel fatto che, a suo dire, cominciano ad essere apprezzati gli elementi di “Inclusività” delle scuole. Peccato che lo stesso Le Monde, ammirevole, sottolinei che i licei che risultano “migliori” sono prevalentemente gli istituti privati di matrice cattolica, mentre i licei pubblici sono fortemente penalizzati. Poco inclusivo, il tutto…

Vale la pena fare uno sforzo di traduzione per leggere il denso articolo di Le Monde: quasi quasi è meglio che l’abbia pubblicato (e commentato) il giornale.

Gloria Calì

 

Non passa mai di moda, la ricerca della democrazia…

Alcune sedi CIDI del territorio nazionale hanno promosso, in quest’anno scolastico, un’iniziativa originale: “Racconta una deputata della Costituente”, per recuperare, a distanza di 50 anni la memoria e i valori che hanno animato l’assemblea costituente che ha gettato le basi dell’Italia contemporanea… o almeno ha provato a farlo. L’idea è anche quella di evidenziare le figure di donne, che hanno partecipato a questa realizzazione: di varia provenienza geografica e sociale, molte insegnanti, tutte hanno dato un contributo alla scrittura della Carta Costituzionale italiana.

Le iniziative hanno coinvolto le scuole di molte regioni (Piemonte, Calabria, Sardegna, Sicilia…) e sono state condotte ricerche e confronti sul tema.

Uno dei percorsi più ricchi è quello proposto dal CIDI di Cosenza, che ha inaugurato il 20 Aprile una mostra presso la Biblioteca del Comune, e ha condotto laboratori, incontri e ha prodotto un video sul voto alle donne in Italia dal 1946 ad oggi.

Non ci stanchiamo mai di ricordare il senso e il valore dei fondamenti dello Stato Italiano, della storia, delle persone che hanno vissuto per questo e per questo hanno speso le proprie risorse. Si spera sempre che arrivi luce sul presente… 13082617_1686323281633862_4545368513572417925_n.jpg

Gloria Calì

Guerra alla guerra!

Il 4 Aprile a Torino, al Campus Luigi Einaudi, si è inaugurata un’interessantissima mostra sulle guerre del XX secolo, lette, e, soprattutto, denunciate come causa di distruzione e morte.

L’esposizione propone manifesti di opposizione a tutti i conflitti più sanguinosi del mondo contemporaneo, comprese le ultime tragiche fasi del 2015 e 2016. E’ organizzata da un insieme di enti e associazioni per la pace nazionali ed internazionali e dal CIDI Torino.

Da vedere, e far vedere…

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