L’essenziale è visibile.

Certe volte si chiama “recita”, ma questa parola evoca irrimediabilmente le nonne commosse e i papà che riprendono bambini che ripetono senza convinzione e, soprattutto senza emozione, qualche frasetta o poesiola natalizia.

Altra cosa è il teatro a scuola, fatto, vissuto, costruito e compiuto dagli alunni; in questo caso, si tratta di apprendimenti, di relazioni, di difficoltà superate sul serio. Niente ragazzini rigidi come statue, spaventati di dimenticare la parolina: si tratta di espressione, in cui ognuno mette se stesso e l’insegnante serve da intelaiatura di una bella pagina di scuola, che resterà nel loro vissuto.

Persino le Indicazioni nazionali per il primo ciclo ce lo ricordano: “l’acquisizione dei saperi richiede un uso flessibile degli spazi, a partire dalla stessa aula scolastica, ma anche la disponibilità di luoghi attrezzati che facilitino approcci operativi alla conoscenza per le scienze, la tecnologia, le lingue comunitarie, la produzione musicale, il teatro, le attività pittoriche, la motricità.”

Dal suo punto di vista di maestro, e di Maestro, ce lo ricorda  in un recente intervento anche Franco Lorenzoni, che molti conoscono per il suo intenso libro “I bambini pensano grande.

Si pone, tuttavia, un bel problema, nelle classi in cui si fa teatro, in cui tutti i bambini recitano: quelli “difficili”, quelli “speciali”, i “secchioni”, i “mediocri”… perdendo magicamente le loro etichette, e tirano fuori la loro serietà e la voglia di riuscire nell’impresa comune. Come si fa a mettergli un voto? C’eravamo illusi, che potevamo smetterla con queste misure, invece niente: dobbiamo mettere 6 in ortografia a chi ha una verve e una presenza scenica degni di Gigi Proietti.

M. Gloria Calì

 

Le donne del fare… scuola. Buon 8 Marzo, 21 Gennaio, 11 Lugli0, 30 Aprile…

“Simonetta era donna del fare, ruzzolando anche da altezze scoscese”. Una donna di scuola, di quelle che stanno sempre dalla parte degli alunni. E non è scontato.

Risultati immagini per collegio docenti donne

Una sola, tra le grandi donne di scuola, oggi ricordiamo, con un bell’ articolo di Patrizia Zucchetta, Daniela Bruno e Rosalia Zene uscito su Repubblica.it.

Si sa, il popolo docente è composto prevalentemente da donne; molte anche le “Presidi”… Ci sono interi collegi, quelli delle direzioni didattiche, in cui gli uomini sono una presenza isolata evidente.

Ma sì, buon 8 Marzo.

 

M. Gloria Calì

Il viaggio di tutti, con gentilezza.

Da qualche giorno è entrata a far parte della nostra classe Fathaya, appena arrivata dal Bangladesh.
Non conosce la nostra lingua, con gentilezza i suoi occhi captano suoni non familiari. Un’opportunità per tutti noi di arricchire il nostro viaggio.”

In un momento di urla, muri, e ogni altro genere di guerre, c’è chi, in classe, accoglie e lo fa dando e ricevendo gentilezza. Antonella Tredicine, su insegnare, ci porta tra i suoi alunni della scuola media con i versi di Ungaretti e Montale, solo in apparenza lontani dalla realtà dei nostri ragazzi, che, forse, hanno un bisogno primario di pace.

Leggiamo persino “Veglia” in bangla, nella classe di Antonella, a significare che le parole sono importanti, non certo per prendere un voto, ma sicuramente per essere strade di comprensione e pace.

A questo quadro “gentile”, metterei una cornice adeguata: il manifesto della comunicazione non ostile, che tutti possiamo firmare, e che è stato presentato e ampiamente discusso lo scorso 17/18 Febbraio a Trieste, nell’ambito del Movimento per la comunicazione non ostile, dove “le relazioni hanno il profumo del rispetto”. Proprio come nella classe di Fathaya, e, siamo certi, in tanti altri luoghi. colomba_della_pace_da_colorare_25

M.Gloria Calì.

Storia della vita privata.

vita-quotidiana

Per i laboratori di storia ho sempre attuato, dalle scuole secondarie di primo grado a quelle di secondo, argomenti di ricerca come quelli sui vari aspetti della vita quotidiana che avvicinano significativamente gli alunni allo studio della storia in generale e di quella locale : suscitano la loro curiosità e permettono di delineare analogie e differenze tra il mondo di ieri e quello odierno. Oggi, poi, con l’Alternanza scuola-lavoro, la disciplina di storia in tutti gli ordini di scuola ( Istituti professionali, tecnici, Licei) grazie a certe tematiche può essere utilissima: pensiamo per un alberghiero alla storia delle buone maniere nei vari secoli e sull’evoluzione culinaria; per l’indirizzo del turismo i cambiamenti nell’ospitalità e il modo di viaggiare nei secoli; per i licei, approfondire su come siano cambiate le professioni del notaio, banchiere, medico ecc. nel tempo). Internet fornisce, senza dubbio, numerosi video documentari a riguardo tratti da Rai Storia, Superquark, Ulisse, Voyager ecc. Ne segnalo alcuni come esempio :

Vita quotidiana in una domus  Romana,  La vita nel castello, Come si viveva nel Medioevo,  Vita quotidiana nel Rinascimento Scene di vita salentina nel Settecento,  Anni Trenta- Una giornata al mare romana , Le case negli anni Trenta

Vi sono anche numerosi libri e riviste ( es. Storica del National Geographic) che possono aiutare per la documentazione e approfondimenti vari ( indico solo alcuni):

  1. R. Frasca, Mestieri e professioni a Roma, Ediz. La Nuova Italia
  2. U.E. Paoli, Vita a Roma,  saggi Mondadori
  3. C. Cipolla, Storia facile dell’economia dal Medioevo ad oggi, saggi Mondadori

P. Ariès e G. Duby, La vita privata, Ediz. Laterza ( sezioni dall’Impero romano all’anno Mille; Dal Feudalesimo al Rinascimento; dal Rinascimento all’Illuminismo; Dalla Rivoluzione Francese al 1914; dalla Prima guerra Mondiale a oggi). Questa raccolta di volumi è interessante perchè si sofferma su aspetti quali la scrittura privata e i vari tipi di lettura nei secoli, la famiglia e i luoghi di intimità, modi di abitare e mangiare, pregiudizi e altro.

vita-quotidiana-3

I prodotti finali che prediligono i ragazzi sono quelli multimediali : video documentari fatti da loro o  Power point, Prezi, Tiki-Toki, Padlet ecc.; unitamente però a un saggio breve con documenti tematici o elaborazione di un tema storico per riconcettualizzare meglio il lavoro svolto. Interessanti anche le interviste personalizzate dai ragazzi alle persone anziane della famiglia, in particolare per chi proviene dai paesi dell’entroterra, arricchite da raccolte di musiche folkloristiche e non, programmi radiofonici dell’epoca, cinematografia e/o programmi televisivi “più visti” da conservare nella biblioteca scolastica.

Marilena Nobis -Redazione Editor Blog 

Lo spazio costruito dagli alunni

Non si tratta di uno spazio fisico, ma di una rappresentazione geografica; non si tratta di una costruzione materiale, ma di una mappatura di luoghi, eventi e spostamenti che consente di raccontare e/o rappresentare ciò che gli alunni hanno vissuto, scolasticamente o personalmente. E’ il web mapping, prassi di rilevamento e posizionamento geografico su una base cartografia disponibile online; si fa con Google Earth, ma ancora meglio con Google MyMaps. I punti segnati possono essere visualizzati per livelli informativi differenti, creando efficaci mappe tematiche, e a ciascuno può essere associata un’ immagine o un testo testi. Le risorse di cui parliao sono gratuite, e sono facilmente utilizzabile da alunni dai 10 ai 18 anni.

L’uso didattico di questi strumenti è evidente, se guardiamo all’ambito delle competenze geografiche in senso strette; si allarga, se pensiamo che  il web mapping consente di “riscrivere” lo spazio prossimo o remoto secondo chiavi di lettura, analisi e prospettive varie.

Un efficace canale di informazione per i docenti che si vogliano avvicinare a questa risorsa è il video di Gianfranco Marini, che illustra i passaggi e le funzionalità di MyMaps.

Nota bene, anzi benissimo: non è un giocattolo per intrattenere, nè un “modo per coinvolgere”, come si dice, nè tantomeno un modo per intercettare le competenze niente affatto native degli adolescenti digitali. Come ogni strumento o percorso ad alto impatto tecnologico, va maneggiato sempre con estrema cura, che deve vigilare sulla bontà e la coerenza degli obiettivi formativi dell’attività. La vecchia esortazione “habere non haberi” risplende luminosa nel cielo nebuloso della didattica digitale.images.jpg

Microbo e Gasolina: due anime in cerca di crescita.

Due percorsi di consapevolezza che procedono insieme: quello di Microbo (quattordicenne che dimostra meno della sua età e se ne danna) e di Gasolina (detto così a causa della sua passione per i motori). Il primo vuole imparare ad essere più assertivo, a ragionare con la propria testa e ha una fretta di crescere che gli avvelena le giornate; il secondo affronta il mondo con arie da saputello, ostenta spavalderia e autonomia, per difendersi dal vuoto della sua famiglia che famiglia non è. Microbo è vessato dai compagni, Gasolina dai genitori anaffettivi e moralmente violenti.

E’ inevitabile l’incontro tra personalità così diverse e complementari! Un’intesa che inizia a scuola e che dalla scuola ben presto si allontana. Gli insegnanti, ahinoi… sono comparse dileggiate dagli studenti e le loro lezioni arrivano alla classe come un sottofondo sfocato, mentre si consumano alleanze e ostilità.

Alla fine dell’anno scolastico i nostri eroi progettano l’allontanamento da casa, come nelle fiabe, e come nelle fiabe si perderanno nel bosco, incontreranno l’orco (un dentista che vuole costringerli a casa sua), fino ad ottenere, dopo molteplici peripezie, il premio finale della crescita finalmente raggiunta.

C’è anche l’oggetto magico; l’automobile costruita da loro stessi, che si trasforma in una casetta per non insospettire la gente durante il viaggio.

Una storia davvero originale che tocca i temi dell’adolescenza, delle adolescenze, di sempre: l’amicizia, l’amore, la scoperta della propria fisicità, le relazioni familiari, la ricerca di un posto nel mondo, il bullismo. Dice Gasolina: “Non preoccuparti, vinceremo noi: i bulli saranno le vittime di domani”. Molte verità vengono rivelate a Microbo, e a noi, da questo ragazzo che gioca a fare il saggio. Non sappiamo fino a che punto sia convinto, ma ci offre spunti di riflessione validissimi da proporre ai nostri studenti, dalla terza media al biennio.

Il film francese è uscito nelle sale italiane a Maggio 2016; tra gli attori, Audrey Tautou, “Amelìe” che è diventata grande.

microbo-e-gasolina

Margherita Frantantonio.

Uno spazio e un tempo per discutere di cose importanti.

 

imgres.png

Ci vuole, del tempo per discutere. Il CIDI nazionale decide di farlo, e chiama “Convegno nazionale” quello che si svolgerà a Foggia il 21 e il 22 Ottobre, ed è in realtà un luogo per incontrarsi e discutere di cambiamenti, di idee, di difficoltà reali. Speriamo anche di prospettive positive.

 

Nella lettera del presidente Beppe Bagni, si trovano accenti intensi, a cominciare dall’intestazione rivolta a tutti i soggetti (adulti) della scuola, amministrativi compresi. La partecipazione a queste giornate di Ottobre ricche di spunti è importante, importantissima.

lettera-bagni

 

Gloria Calì.