Lo spazio costruito dagli alunni

Non si tratta di uno spazio fisico, ma di una rappresentazione geografica; non si tratta di una costruzione materiale, ma di una mappatura di luoghi, eventi e spostamenti che consente di raccontare e/o rappresentare ciò che gli alunni hanno vissuto, scolasticamente o personalmente. E’ il web mapping, prassi di rilevamento e posizionamento geografico su una base cartografia disponibile online; si fa con Google Earth, ma ancora meglio con Google MyMaps. I punti segnati possono essere visualizzati per livelli informativi differenti, creando efficaci mappe tematiche, e a ciascuno può essere associata un’ immagine o un testo testi. Le risorse di cui parliao sono gratuite, e sono facilmente utilizzabile da alunni dai 10 ai 18 anni.

L’uso didattico di questi strumenti è evidente, se guardiamo all’ambito delle competenze geografiche in senso strette; si allarga, se pensiamo che  il web mapping consente di “riscrivere” lo spazio prossimo o remoto secondo chiavi di lettura, analisi e prospettive varie.

Un efficace canale di informazione per i docenti che si vogliano avvicinare a questa risorsa è il video di Gianfranco Marini, che illustra i passaggi e le funzionalità di MyMaps.

Nota bene, anzi benissimo: non è un giocattolo per intrattenere, nè un “modo per coinvolgere”, come si dice, nè tantomeno un modo per intercettare le competenze niente affatto native degli adolescenti digitali. Come ogni strumento o percorso ad alto impatto tecnologico, va maneggiato sempre con estrema cura, che deve vigilare sulla bontà e la coerenza degli obiettivi formativi dell’attività. La vecchia esortazione “habere non haberi” risplende luminosa nel cielo nebuloso della didattica digitale.images.jpg

Microbo e Gasolina: due anime in cerca di crescita.

Due percorsi di consapevolezza che procedono insieme: quello di Microbo (quattordicenne che dimostra meno della sua età e se ne danna) e di Gasolina (detto così a causa della sua passione per i motori). Il primo vuole imparare ad essere più assertivo, a ragionare con la propria testa e ha una fretta di crescere che gli avvelena le giornate; il secondo affronta il mondo con arie da saputello, ostenta spavalderia e autonomia, per difendersi dal vuoto della sua famiglia che famiglia non è. Microbo è vessato dai compagni, Gasolina dai genitori anaffettivi e moralmente violenti.

E’ inevitabile l’incontro tra personalità così diverse e complementari! Un’intesa che inizia a scuola e che dalla scuola ben presto si allontana. Gli insegnanti, ahinoi… sono comparse dileggiate dagli studenti e le loro lezioni arrivano alla classe come un sottofondo sfocato, mentre si consumano alleanze e ostilità.

Alla fine dell’anno scolastico i nostri eroi progettano l’allontanamento da casa, come nelle fiabe, e come nelle fiabe si perderanno nel bosco, incontreranno l’orco (un dentista che vuole costringerli a casa sua), fino ad ottenere, dopo molteplici peripezie, il premio finale della crescita finalmente raggiunta.

C’è anche l’oggetto magico; l’automobile costruita da loro stessi, che si trasforma in una casetta per non insospettire la gente durante il viaggio.

Una storia davvero originale che tocca i temi dell’adolescenza, delle adolescenze, di sempre: l’amicizia, l’amore, la scoperta della propria fisicità, le relazioni familiari, la ricerca di un posto nel mondo, il bullismo. Dice Gasolina: “Non preoccuparti, vinceremo noi: i bulli saranno le vittime di domani”. Molte verità vengono rivelate a Microbo, e a noi, da questo ragazzo che gioca a fare il saggio. Non sappiamo fino a che punto sia convinto, ma ci offre spunti di riflessione validissimi da proporre ai nostri studenti, dalla terza media al biennio.

Il film francese è uscito nelle sale italiane a Maggio 2016; tra gli attori, Audrey Tautou, “Amelìe” che è diventata grande.

microbo-e-gasolina

Margherita Frantantonio.

Uno spazio e un tempo per discutere di cose importanti.

 

imgres.png

Ci vuole, del tempo per discutere. Il CIDI nazionale decide di farlo, e chiama “Convegno nazionale” quello che si svolgerà a Foggia il 21 e il 22 Ottobre, ed è in realtà un luogo per incontrarsi e discutere di cambiamenti, di idee, di difficoltà reali. Speriamo anche di prospettive positive.

 

Nella lettera del presidente Beppe Bagni, si trovano accenti intensi, a cominciare dall’intestazione rivolta a tutti i soggetti (adulti) della scuola, amministrativi compresi. La partecipazione a queste giornate di Ottobre ricche di spunti è importante, importantissima.

lettera-bagni

 

Gloria Calì.

Se proprio dobbiamo…

…usare un video per spiegare che cosa sono le competenze, gli ambienti di apprendimento, la valutazione, ecc. ecc. questo è un ottimo esempio. La settimana europea dello sport (10-17 Settembre 2016) ha come tema il benessere (non il risultato), la libertà, (non il punteggio), il divertimento (non la competizione).

Mentre il web si popola di tutorial “tecnici” su come “facilmente” realizzare prodotti, documentazione, mappe, persino valutazioni, il pensiero “laterale” mi porta inesorabilmente a cogliere, ovunque si trovi, un richiamo alla scuola delle persone. Come la campanella delle otto…

imgres.jpg

Gloria Calì.

 

I soccorritori della scuola

Non certamente i ministri, o i governi, almeno non negli ultimi vent’anni. Vent’anni di doppi turni, di sedie che per farcele bastare contiamo sugli assenti, di soffitti crollati, di tragedie vissute o sfiorate, non ultima quella di Amatrice. Certo, non in tutta Italia e non tutte le scuole, certo; è certo che, magari, la scuola che crolla fa più notizia di una scuola in buono stato e con tutte le carte veramente in regola. C’è da chiedersi, però, perché una scuola che crolla fa notizia ma non fa da punto di non ritorno; come dire: “adesso smettiamola di mettere i figli dei nostri paesi dentro strutture inadeguate”.

All’inizio della scuola, speriamo che sia veramente “buona” anche anche per tutti gli alunni e gli insegnanti dei paesi colpiti dal terremoto del 24 Agoso, ci viene in mente che sulla politica dell’edilizia scolastica due anni fa è uscito un libretto snello ma molto pesante di Osvaldo Roman, “L’edilizia scolastica. Un’emergenza nazionale“. Già dal titolo si capisce l’ampiezza della questione, e, leggendolo, ci si fornisce di tutte le informazioni utili per capire. Certo, poi, quando le scuole crollano, ci vogliono sempre i soccorritori, e che gli insegnanti siano consapevoli serve a poco.. finché non crollano, però continuiamo  a leggere e a informarci. gran-bretagna-londra-holland-house-library-distrutta-bombardamenti-1940-corbis--258x258.jpg

Gloria Calì.

 

La Holland House Library di Londra distrutta dai bombardamenti aerei nel 1940.

Il pregiudizio che non uccide.

Strage di italiani a Dakka; di altri  esseri umani dovunque, per qualunque motivo, meglio se pretestuoso.

Non so bene come (o forse sì, lo so…) non riusciamo a schierarci, ad odiare, a diventare come “loro” (ma “loro” chi sono?), e cerchiamo, in questo inferno, ciò che inferno non è e ciò che magari può essere utile discutere a scuola, quando sarà…

Qualche tempo fa, abbiamo segnalato il lavoro di un ragazzo che aveva creato una mappa degli stereotipi europei. Oggi abbiamo trovato un sito che si chiama “Atlas of prejudice”, e si  apre ad una prospettiva mondiale dei luoghi comuni, delle semplificazioni, degli stereotipi. L’autore si chiama Yanko Tsvetkov, e vale la pena di conoscerlo

Tra tutte le operazioni cartografico-culturali che Yanko ci propone, ne segnaliamo una: va bene persino durante la vacanze… cdeccab8-1463-43fe-997a-78d677759c31.jpg

Gloria Calì.

Progettare il mondo da bambini

A Favara, nella provincia poco nota di Agrigento, si trova il Farm Cultural Park, centro culturale di arte contemporanea in cui si muovono artisti locali ed internazionali, e sperimentano, il  più possibile.

In occasione del sesto anniversario di questo centro, in estate, sarà aperto uno spazio per stimolare la creatività dei bambini in merito al loro spazio, al paesaggio, all’isola come la vorrebbero. Si chiama “Sou”, ed è la prima scuola di architettura per bambini; si chiama scuola ma poco ha a che vedere con lo “scolastico”: l’obiettivo è dare spazi, tempi e strumenti alla libertà creativa, all’immaginazione e al desiderio di bellezza. Il nome è lo stesso di Sou Fujimoto, ardimentoso e prolifico architetto contemporaneo giapponese.

Per la realizzazione dell’impresa, è stata lanciata un’iniziativa di crowdfunding, coerente con la filosofia DIY (“do it yourself”) che anima tutta la comunità.

Che ogni movimento di questa operazione originale e ardita non si fermi, gravato dall’incombere dell’opaco “laboratorio per bambini” e scollata dalla reale necessità di costruire cultura del paesaggio: ci piacerebbe che la luce di “Sou” dalla Sicilia possa arrivare lontano, costituendo esempio di efficace sperimentazione educativa.

Gloria Calì

 

farm1.jpg
Farm Cultural Park, Favara (AG), Sette Cortili.